SITO DI INTERESSE COMUNITARIO

PREMESSA

A partire dagli anni ’90 la biodiversità e la necessità della sua conservazione sono diventate oggetto di vari trattati internazionali. Nel 1992, con la sottoscrizione della Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità, gli Stati Membri dell’Unione Europea hanno riconosciuto tra le loro priorità la conservazione in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali.

La politica dell’Unione Europea in materia di conservazione della natura è basata su due strumenti legislativi: la Direttiva del Consiglio n° 79/409/CEE sulla protezione degli uccelli selvatici (Direttiva “Uccelli”) e la Direttiva del Consiglio n° 92/43/CEE sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e delle specie di fauna e flora selvatica (Direttiva “Habitat”). L’obiettivo di tale politica di conservazione è rappresentato dalla costituzione di una rete ecologica europea nota come Natura 2000, prevista dalla Direttiva “Habitat”. Si tratta di un sistema coordinato e coerente di aree destinate alla conservazione della diversità biologica ed, in particolare, alla tutela di una serie di habitat e specie animali e vegetali indicati negli allegati І e ІІ della Direttiva “Habitat” (Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (MATT) 3 settembre 2002 – Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 224 del 24 settembre 2002).

La rete Natura 2000 è costituita da due tipologie di aree:

  • le “Zone di Protezione Speciale” (ZPS), designate ai sensi della Direttiva 79/409/CEE recepita in Italia dalla Legge nazionale n° 157/92 (legge sulla caccia) e che al contempo recepisce anche alcune disposizioni della Direttiva “Uccelli”;
  • i “Siti di Importanza Comunitaria” (SIC), designati ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (recepita in Italia dal Regolamento D.P.R. 8 Settembre 1997 n°357), e che al termine dell’iter istitutivo della rete Natura 2000 saranno denominati “Zone Speciali di Conservazione” (ZSC).

Le due Direttive definiscono, nei loro rispettivi campi di attuazione, un quadro normativo integrato per l’identificazione, la conservazione e la protezione delle ZPS e delle ZSC.

La rete Natura 2000 non intende sostituirsi alla rete dei Parchi naturali (nazionali e regionali), ma con questa integrarsi per garantire la piena funzionalità di un certo numero di habitat e la sopravvivenza di un determinato insieme di specie animali e vegetali di interesse comunitario (Decreto MATT 3 settembre 2002). Infatti la filosofia di Natura 2000 è di realizzare un programma di conservazione della biodiversità degli habitat e delle specie che lasci ampi margini di libertà agli Stati membri nella scelta degli  strumenti di gestione dei siti. La gestione dei siti deve rispondere ad un unico risultato: salvaguardare l’efficienza e la funzionalità ecologica della ragion d’essere del sito (cioè gli habitat e/o le specie in ragione delle quali il sito è stato designato), contribuendo così a scala locale a realizzare le finalità generali delle Direttive.

Nell’ambito della redazione del  Piano di gestione del SIC “Monte Salviano” cod. IT7110092 sono state prese in esame non solo le peculiarità presenti all’attualità ma anche le possibilità potenziali che hanno gli habitat riscontrati di raggiungere livelli di complessità maggiore, ponendo quale fine ultimo il raggiungimento, ove possibile, di situazioni climax. In questa ottica sono stati presi in esame anche gli ambienti più degradati e manipolati. Si è cercato di valutare quale grado di efficienza e funzionalità abbiano conservato, come possano essere eliminate le ragioni del degrado ed innescate quelle dinamiche evolutive che permettano loro di tornare verso forme più complesse e naturali.

Il Piano di gestione del SIC “Monte Salviano” è stato quindi strettamente improntato alla funzionalità degli habitat e delle specie che ne hanno determinato l’istituzione.

Panoramica Versante N/E del Monte Salviano

Panoramica Versante N/E del Monte Salviano

Il SIC “Monte Salviano”, cod. IT7110092, ha una superficie di 860 ha e si estende su di un asse NNO- SSE nei territori dei Comuni di: Avezzano – Capistrello – Luco dei Marsi.

mappa-SIC

CARATTERISTICHE DEL SITO

Balze rocciose caratterizzate da ostrieti e querceti prospicienti l’antico bacino lacustre del Fucino. Di grande importanza per i reperti storici romani, preistorici (testimonianze neolitiche) e per le tradizioni (bosco sacro della dea Angizia, sorella di Circe).

Il pregio intrinseco riguarda attualmente la presenza di specie vegetali vulnerabili come  ad esempio la presenza del salvione giallo Phlomis fruticosa, che costituisce un reperto xerotermico, a testimonianza di un passato mediterraneismo legato alla presenza dell’antico bacino lacustre fucense.

Alta la qualità ambientale anche per valori storico-culturali.

Habitat class                                                                                                                           % Cover
Other land (including Towns, Villages, Roads, Waste places, Mines, Industrial sites) 7.0
Inland water bodies (Standing water, Running water) 1.0
Broad-leaved deciduous woodland 13.0
Artificial forest monoculture (Plantations of poplar or Exotic trees) 2.0
Inland rocks, Screes, Sands, Permanent Snow and ice 15.0
Heath, Scrub, Maquis and Garrigue, Phygrana 3.0
Dry grassland, Steppes 47.0
Bogs, Marshes, Water fringed vegetation, Fens 12.0
Total Habitat Cover 100

Gli habitat indicati  nel formulario standard Nartura 2000:

5110 – Formazioni stabili xerotermofile a Buxus sempervirens sui pendii rocciosi (Berberidion p.p.);

5130 – Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli
6110 – Formazioni erbose rupicole calcicole o basofile dell’Alysso-Sedion albi
6210 – Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia)
6220 – Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea
6510 – Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
8210 – Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica
91AA – Boschi orientali di quercia bianca
91L0 – Querceti di rovere illirici (Erythronio-Carpinion)

habitat types