RETTILI SALVIANO

Biacco – Hierophis viridiflavus Lacepede 1789

Atlante della Fauna selvatica italiana – Rettili
biaccoClassificazione sistematica e distribuzione

Classe: Rettili
Ordine: Squamati
Sottordini: Sauri
Famiglia: Colubridi
Genere: Hierophis
Specie: H. viridiflavus

Il biacco, o Hierophis viridiflavus, è un serpente diffuso in Italia, nelle zone rurali aride e soleggiate, muretti a secco, boschi e radure.

Caratteri distintivi

Il biacco può raggiungere i 2 metri di lunghezza, anche se di norma arriva a 130 cm. Il colore di base del dorso è il nero, picchiettato da macchioline gialle. Nei giovani, invece, il corpo è grigio con sfumature celesti.

Il ventre è chiaro. Quando è in pericolo preferisce fuggire, ma, se catturato, si difende mordendo; non è velenoso.

Biologia

Molto agile e veloce, si ciba di piccoli rettili, ma anche di uova, nidiacei e piccoli mammiferi.


Ramarro Occidentale – Lacerta bilineata Daudin 1802

ramarro-occidentale1Atlante della Fauna selvatica italiana – Rettili

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Rettili
Ordine: Squamati
Sottordini: Sauri
Famiglia: Lacertidi
Genere: Lacerta
Specie: L. bilineata

Il ramarro occidentale, o Lacerta bilineata, è un sauro con abitudini diurne. E’ diffuso principalmente in Spagna, Francia, Italia, ma si può trovare anche in Svizzera e Germania. Vive in zone soleggiate, preferibilmente incolte, dove siano presenti cespugli e siepi in cui potersi nascondere.

Caratteri distintivi

Il corpo del ramarro occidentale è simile a quello di una lucertola, ma di dimensioni maggiori. Può raggiungere la lunghezza di 45 cm compresa la coda. Le zampe sono dotate di cinque dita munite di artigli, che gli consentono di arrampicarsi velocemente. Il colore nel maschio è verde con striature nero-brunastre sul dorso e giallo sul ventre. La livrea della femmina può assumere diverse colorazioni, dal verde al beige. Nel periodo degli accoppiamenti la gola del maschio diventa di colore azzurro intenso.

Biologia

I ramarri si nutrono di insetti, larve, bruchi, molluschi, piccoli rettili e piccoli mammiferi, uova e nidiacei. Non disdegnano alimenti di origine vegetale come frutta o bacche. Nel periodo riproduttivo i maschi si trovano in competizione tra loro. Si affrontano e alzano la testa con atteggiamento aggressivo, mostrando il sottogola azzurro all’avversario per intimorirlo. Nel contempo frustano l’aria con la coda. Il duello termina quando l’esemplare più debole si allontana, decretando la sua sconfitta. Il maschio vincitore potrà accoppiarsi con la femmina. Durante l’accoppiamento il maschio trattiene la femmina afferrandola con la bocca su un fianco. Dopo alcune settimane, la femmina scava un nido profondo una decina di centimetri e vi depone da 5 a 25 uova lunghe circa 18 mm. La schiusa avviene generalmente in 3 mesi. I piccoli ramarri sono di colore marrone per mimetizzarsi meglio con il terreno, possono avere sfumature verdi sui fianchi, mentre il ventre appare giallo come negli adulti. Sono già autonomi alla nascita e non necessitano di cure parentali.


Vipera comune – Vipera aspis Linnaeus 1758

Atlante della Fauna selvatica italiana – Rettili
vipera-comuneClassificazione sistematica e distribuzione

Classe: Rettili
Ordine: Squamati
Sottordini: Serpenti
Famiglia: Viperidi
Genere: Vipera
Specie: V. aspis

La Vipera comune (Vipera aspis) vive in tutta l’Europa. È la specie di viperidi che si può incontrare più frequentemente in Italia; non è presente in Sardegna. Predilige gli ambienti aridi e sassosi e le pietraie. È un serpente velenoso: il suo morso può essere pericoloso per l’uomo, se non vengono prestate molto velocemente le cure necessarie. In realtà è un animale schivo e quando si sente in pericolo cerca una via di fuga. Raramente si trova nella condizione di mordere per doversi difendere.

Caratteri distintivi

È lunga dai 60 agli 80 cm, il corpo è tozzo e la coda corta (caratteristica che la distingue dai colubridi). La testa ha forma triangolare col muso appuntito. La pupilla è verticale.
Il colore di questo rettile è variabile dal grigio al marrone-rossiccio, con disegni a zig-zag o a macchie lungo tutto il dorso. Mentre il ventre è più chiaro e più uniforme.

Biologia

Si nutre di piccoli rettili, roditori, nidiacei e piccoli mammiferi. È una specie ovovivipara: la femmina tiene le uova nel ventre finché si schiudono. I piccoli nascono già formati.


Cervone – Elaphe quatuorlineata Lacepede 1789

Atlante della Fauna selvatica italiana – Rettili

cervoneClassificazione sistematica e distribuzione

Classe: Rettili
Ordine: Squamati
Sottordini: Serpenti
Famiglia: Colubridi
Genere: Elaphe
Specie: E. quatuorlineata

Il Cervone (Elaphe quatuorlineata) si può incontrare nelle regioni centro-meridionali dell’Italia, fino ai 1.000 metri di quota. Un tempo si trovava anche nelle pianure Padana e Veneta. Predilige gli ambienti caldi ed umidi della macchia mediterranea: aree vicino ai boschi, edifici abbandonati, zone sassose e muretti a secco. È una specie protetta, perché a rischio di estinzione. Una credenza popolare narra che fosse attirato dall’odore del latte e che si attaccasse direttamente alle mammelle di capre e vacche, oppure che inducesse il vomito nei lattanti per poi bersi il latte rigurgitato. Per i festeggiamenti di San Domenico a Cocullo (AQ), la statua del Santo Patrono viene ricoperta interamente di cervoni e portata in processione lungo tutto il paese. San Domenico è protettore dai morsi di serpente, dalla rabbia e dal mal di denti.

Caratteri distintivi

In Europa è il serpente che raggiunge la massima lunghezza, può arrivare fino a 2,40 m. Il colore tipico di questo rettile definisce il suo nome latino: il suo corpo è bruno chiaro con quattro linee scure che lo percorrono per tutta la lunghezza, da cui appunto il nome “quatuorlineata”.

Biologia

Si nutre di piccoli rettili, roditori, nidiacei, uova e piccoli mammiferi. Trascorre l’inverno nelle tane dei roditori lasciate abbandonate.


Orbettino – Anguis fragilis Linnaeus 1758

Atlante della Fauna selvatica italiana – Rettili

orbettino1Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Rettili
Ordine: Squamati
Sottordini: Sauri
Famiglia: Anguidi
Genere: Anguis
Specie: A. fragilis

L’orbettino è un sauro che nella sua storia evolutiva ha perduto le zampe. Si muove strisciando come un serpente, ma, come le lucertole, mantiene la capacita di perdere la coda per liberarsi se viene catturato (autotomia). Possiede meno vertebre dei serpenti e gli occhi sono protetti da palpebre. È diffuso in tutta Italia. Vive in zone soleggiate ed umide, preferibilmente incolte, dove siano presenti cespugli e siepi in cui potersi nascondere.

Caratteri distintivi

Può raggiungere la lunghezza di 50 cm. Il colore varia dal grigio al rosso ramato. Nel maschio il colore è pressoché uniforme, talvolta con ocelli azzurri lungo i fianchi, mentre la livrea della femmina può mostrare una linea vertebrale scura. Il ventre si presenta scuro sia nei maschi che nelle femmine.

Biologia

Gli orbettini si nutrono di insetti, larve, bruchi, molluschi, piccoli rettili e piccoli mammiferi, uova e nidiacei. Sono animali molto longevi: raggiungono anche i 50 anni di età. In merito alla riproduzione, sono ovovivipari: dopo la fecondazione, le femmine tengono le uova in incubazione dentro al corpo per circa 3 mesi e partoriscono da 6 a 10 piccoli. L’orbettino è predato da uccelli, rettili e mammiferi carnivori.


Luscengola – Chalcides chalcides Linnaeus 1758

luscengolaAtlante della Fauna selvatica italiana – Rettili

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Rettili
Ordine: Squamati
Sottordini: Sauri
Famiglia: Scincidi
Genere: Chalcides
Specie: C. chalcides

La luscengola (Chalcides chalcides) è un sauro dal corpo molto allungato. Gli arti sono molto piccoli e poco utilizzati. Per muoversi, infatti, la luscengola striscia come un serpente. È diffusa in tutta la zona litoranea occidentale del Mar Mediterraneo. Predilige gli ambienti tipici della macchia mediterranea, con piccoli cespugli dove nascondersi. Quando viene catturata, mette in atto la strategia dell’autotomia come fanno le lucertole: contrae i muscoli fino a provocare il distacco della coda per sfuggire al predatore.

Caratteri distintivi

Raggiunge i 40 cm di lunghezza. La livrea si presenta verde-bruna o grigia, talvolta con striature più scure lungo i fianchi e sul dorso.

Biologia

Si nutre di insetti, larve, bruchi e molluschi. Può essere preda di rapaci diurni, mammiferi carnivori ed altri rettili. È una specie vivipara, cioè partorisce piccoli già formati. Trascorre i periodi freddi nella tana scavata nel terreno ed esce in primavera, quando la temperatura diventa mite.