PIANO AIB

PIANO DI PREVISIONE E DI PREVENZIONE DEL RISCHIO DI INCENDI BOSCHIVI

L’obiettivo principale del Piano A.I.B. è stato quello di descrivere in maniera dettagliata lo stato dell’arte in materia di lotta agli incendi il territorio della Riserva Naturale Regionale “Monte Salviano”, valutare l’adeguatezza e l’efficienza, in relazione ai beni conservati e al pericolo reale che questi corrono. Sono state pianificate opportune azioni preventive e misure dirette al fine di  aumentare l’efficacia complessiva della struttura organizzativa. Il tutto in un’ottica di integrazione a più livelli con le pianificazioni preesistenti e di diverso rango (Piano A.I.B. Regionale; Piano Paesistico,etc.).

Dal punto di vista puramente operativo l’obiettivo della pianificazione non è stato tanto quello di ridurre/azzerare gli eventi pirologici di minore impatto, che comunque vanno limitati attraverso un’adeguata azione preventiva di avvistamento, quanto quello di ridurre il danno effettivo arrecato alle risorse naturali e paesaggistiche, da eventi di grandi dimensioni, sia attraverso un’efficiente ed organizzata azione diretta (lotta attiva) e sia tramite un’adeguata azione preventiva. Infatti, lo scenario degli incendi boschivi nell’Appennino risulta particolarmente vario e complesso, a causa di una moltitudine di fattori: morfologia del territorio, vulnerabilità e bassa resilienza degli ecosistemi nei confronti di fenomeni di grandi dimensioni, presenza di habitat e specie protette a livello regionale, nazionale ed internazionale, andamento climatico, etc., tutti fattori che sono stati presi in considerazione per ottenere uno strumento veramente utile ed efficiente e, nello stesso tempo, di facile applicazione.

Il presupposto teorico su cui si basa la pianificazione di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi fa riferimento all’approccio sistemico proposto dall’ecologia del paesaggio. In questi ultimi decenni le discipline scientifiche di base ed applicate hanno spesso collaborato in quanto la fruizione e la conservazione delle risorse si basa sulla conoscenza di modelli funzionali e strutturali di natura complessa alla cui definizione concorrono gruppi disciplinari diversi integrati nella ricerca ecosistemica di linee di azioni capaci di ridurre il rischio di incendio e favorire un recupero correlato con la serie di vegetazione e l’unità di paesaggio locale. Tutto ciò fa quindi riferimento alle direttive di interesse ambientale elaborate a scala europea e planetaria. Tra queste è opportuno citare la Direttiva Habitat, la Convenzione di Rio e la recente Direttiva sulla Conservazione dei Paesaggi Europei e ai regolamenti comunitari emanati al fine di proteggere le foreste della comunità contro gli incendi.

Le linee di pianificazione, in applicazione della legge 353/2000 sono, nell’impostazione generale, strutturalmente analoghe a quelle del piano regionale. E’ opportuno, però, considerare che la Direttiva Habitat del ’92, caposaldo dell’attuale politica di conservazione e tutela degli ambienti naturali in Europa, che ha portato alla proposta dei siti costituenti la rete Natura 2000, tende a rivalutare anche i siti degradati, purchè essi abbiano mantenuta inalterata la capacità di recupero funzionale e strutturale. Ciò modifica dal punto di vista concettuale la valutazione dei sistemi ambientali in quanto nel Piano A.I.B sono state prese in considerazione non solo le valenze ambientali attualmente presenti, ma anche quelle potenziali. Tutto ciò perchè nella logica sistemica è importante saper valutare il contributo di ogni singolo habitat rispetto alla funzionalità sistemica e alla complessità dell’area protetta nel suo insieme.

Rispetto ai criteri regionali, ai fini della pianificazione relativa alla protezione contro gli incendi boschivi emergono delle differenze date dalle peculiarità della situazione. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che nelle aree protette, unitamente alla differenziazione delle realtà territoriali, si deve valutare in modo più attento il problema della complessità delle emergenze naturalistiche e del loro rapporto con il trauma causato dal fuoco.

Per questo motivo è stato analizzato in dettaglio il territorio e sono state distinte zone con differente predisposizione al fuoco. Sono stati pianificati interventi volti alla realizzazione della prevenzione diretta e indiretta  applicando tecniche a basso impatto ambientale puntando soprattutto sui processi di rinaturalizzazione e sull’aumento delle capacità omeostatiche dei sistemi ed il loro grado di resilienza interno, evitando quanto più possibile tutti gli interventi che comportano delle trasformazioni traumatiche e irreversibili del territorio.

L’obiettivo del Piano AIB è la programmazione degli interventi di contrasto agli incendi boschivi a tutti i livelli attraverso l’individuazione di misure che ne prevengano l’insorgenza, organizzando le risorse dedicate alla lotta attiva contro di essi, determinando interventi di recupero del territorio già percorso dal fuoco.

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Mappa e localizzazione dell’omonima Riserva Naturale Regionale Monte Salviano. Fonte “Aree Protette d’Abruzzo” di F. Di Fabrizio – COGECSTRE Edizioni, 2011)