AVIFAUNA SALVIANO

Grifone – Gyps fulvus (Linneo, 1758)

Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

LABEL:Russia, Moscow zoo, 29.05.2005, Photo © D. Smirnov

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Accipitriformi
Famiglia: Accipitridi
Genere: Gyps
Specie: fulvus
Sottospecie: fulvus

Il Grifone è distribuito nella fascia mediterranea, dalla Spagna alla Turchia e più in là fino all’Asia centrale. In Italia la specie si è estinta ovunque tranne in Sardegna, dove sopravvive una popolazione che attualmente è di una quindicina di coppie. Da pochi anni, il Grifone è stato reintrodotto nel nostro Paese in alcune aree ritenute idonee, come a Forgaria in Friuli e nel Parco Regionale del Velino-Sirente in Abruzzo. Nel 2007 un esemplare di Grifone è stato avvistato nella zona del Monte Valandro, nel Parco naturale Adamello-Brenta (Trentino).

Caratteri distintivi

Presenta una testa piccola, piegata in avanti durante il volo; le ali sono molto grandi e triangolari e la coda è abbastanza contenuta. Ha un piumaggio di colore bruno-fulvo, con la parte terminale delle penne di colore nero. La testa è ricoperta da sottili e brevi penne setolose e biancastre e alla sua base è ben visibile il tipico collare di piume biancastre. Non presenta dimorfismo sessuale. Gli esemplari giovani sono più scuri degli animali adulti. Vive mediamente da 25 a 30 anni. E’ un avvoltoio di grandi dimensioni (peso da 8 a 10 kg), con un’apertura alare variabile da 240 a 280 cm; lunghezza: 95-110 cm.

Biologia

Si ciba esclusivamente di carcasse di animali selvatici (cervi, caprioli, camosci, cinghiali e altro) o domestici (equini, bovini, ovini, caprini), rinvenute durante le perlustrazioni giornaliere che raggiungono anche distanze di alcune decine di chilometri dai dormitori. Vive in colonie numerose lungo pareti rocciose poco accessibili dove le coppie nidificano.
Il grifone raggiunge la maturità sessuale non primo del 4°-5° anno di età. La femmina depone un uovo, tra gennaio e marzo, che viene covato per circa 52 giorni. Il giovane grifone si invola dal nido dopo 100-115 giorni dalla schiusa.


Falco pecchiaiolo – Pernis apivorus

falcopecchiaiolo

Falco pecchiaiolo – Pernis apivorus (foto www.ecomallbiz.com)

Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Falconiformi o Accipitriformi
Famiglia: Accipitridi o Falconidi
Genere: Pernis
Specie: apivorus

Il Falco pecchiaiolo occidentale è un uccello migratore di lunga distanza che trascorre l’inverno a sud del Sahara e giunge in Europa a primavera per nidificare passando soprattutto dallo stretto di Gibilterra, dalla Sicilia e lo Stretto di Messina, e dalla Turchia. La concentrazione di migliaia di rapaci sullo Stretto di Messina, durante la migrazione primaverile, ha determinato nel passato il nascere di una forma di caccia tradizionale al falco pecchiaiolo occidentale. Altre specie di falco sono: Falco grillaio Falco naumanni, Falco pellegrino Falco peregrinus, Falco pescatore Pandion haliaetus, Falco di palude Circus aeruginosus, Falco lodolaio Falco subbuteo, Falco cuculo Falco vespertinus, Falco della regina Falco eleonorae.

Caratteri distintivi

Lunghezza totale: 52-60 cm
Apertura alare: 125-143 cm
Peso 625-1.050 grammi

Corpo più massiccio e pesante di quelle della cornacchia, simile alla poiana. Il piumaggio è molto variabile, superiormente spesso brunastro, inferiormente chiaro, macchiato di bruno, ma anche completamente o quasi bruno. Il becco è breve, adunco, con narici fessurate, grigio o nero, con cera gialla (giovani) o nera (adulti). la testa è più piccola e con collo più esile della poiana; occhio con iride gialla (adulti) o grigio-brunastra (giovani). Le ali sono più lunghe e alla base più strette della poiana, con macchia scura all’articolazione carpale. La coda è di media lunghezza, più lunga e più sretta della poiana. Le zampe sono gialle, con unghie poco uncinate. Normalmente la femmina è più grossa del maschio.

Biologia

Abitudini prevalentemente diurne, solitaria o in coppia. Vive nei boschi, soprattutto nei pressi di aree aperte. Specie migratrice, è presente da aprile-maggio a settembre sulle Alpi (fino a oltre 1500 metri di quota). Il periodo di riproduzione è maggio-agosto. Nidifica sugli alberi, anche in nidi abbandonati da grossi uccelli. Depone 1-3 uova bianche o brunastre con macchie scure. L’incubazione dura circa 30 giorni (una covata all’anno). La prole è nidicola e s’invola a circa 40-45 giorni. Si nutre soprattutto di insetti (larve e pupe di vespe), anche se in inverno (ma non solo) non disdegna piccoli rettili e anfibi, uova, piccoli uccelli e piccoli mammiferi. Versi: tirati e raschianti “gliiuuuh” e “gliiieee”, ecc. Il volo è lento, battto o planato, spesso circolare, sfruttando le correnti termiche ascensionali; raramente fa lo “spirito santo”. In libertà vive quasi 30 anni.


Falco pellegrino – Falco peregrinus

Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

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Falco pellegrino (foto Jerry Ting)

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Falconiformi o Accipitriformi
Famiglia: Accipitridi o Falconidi
Genere: Falco
Specie: peregrinus

Il Falco pellegrino è presente in Eurasia, Africa e Americhe. E’ stazionario in Italia, dove manca nelle pianure. Migratrici le popolazioni nordiche ed orientali europee, sverna nell’area atlantico – mediterranea ed in centro Europa. La migrazione autunnale avviene in settembre-ottobre; quella primaverile, in marzo aprile. Altre specie di falco sono: Falco grillaio Falco naumanni, Falco della Regina Falco eleonorae, Falco pescatore Pandion haliaetus, Falco di palude Circus aeruginosus, Falco pecchiaiolo Pernis apivorus, Falco cuculo Falco vespertinus.

Caratteri distintivi

Lunghezza totale: 36-48 cm
Apertura alare: 88-110 cm
Peso: 550-1.300 grammi

Ha corpo compatto, più grande di quello del piccione. Il piumaggio è superiormente grigio-bluastro o grigio ardesia; inferiormente biancastro o rossiccio, con rare macchie scure sul petto e fitte barrature scure altrove; nei giovani superiormente grigio-bruno scuro, inferiormente bruno-giallastro con macchie allungate verticalmente. Il becco è breve, adunco, bluastro con apice scuro (adulti); cera gialla (adulti) o bianco-azzurrognola (giovani). La testa è scura, con larghi mustacchi neri su guance bianche. Gli occhi ono relativamente grandi, scuri, con rea periorbitale giallastra negli adulti. Le ali sono lunghe e appuntite, barrate inferiormente. La coda è relativamente breve, scura e barrata. Le zampe sono brevi, robuste, gialle, con unghie scure uncinate. La femmina è generalmente più grossa del maschio.

Biologia

Abitudini prevalentemente duirne-crepuscolari, solitarie. Vive perlopiù in zone rocciose. Sedentario, nidificante, migratore regolare, invernale parziale. Alimentazione: quasi esclusivamente uccelli fino alla grandezza di cornacchie, pernici, anatre, gabbiani. Il periodo di riproduzione va da aprile a luglio. Nidifica normalmente in nicchie di rocce, più raramente su alberi ed edifici. L’incubazione dura circa 30 giorni (una covata all’anno). La prole è nidicola e s’invola a 5-6 settimane. Voce: in caso di pericolo lancia grida di allarme “gre gre gre” o “chi chi chi”. Il volo è molto veloce, agile, con forti battiti d’ali, intervallati da planate. In libertà vive più di 15 anni.


Poiana – Buteo buteo

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Poiana (foto Emanuele Natali http://emanuelenataliphotography.weebly.com)

Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Falcoformi
Famiglia: Accipitridi
Genere: Buteo
Specie: buteo

La Poiana è un uccello rapace presente nella maggior parte d’Europa, parte dell’Asia e l’Africa settentrionale. In Italia, dove è presente in tutte le regioni, incluse le isole, è sedentaria e nidificante. Preferisce i boschi, ma di solito caccia in territori aperti.

Caratteri distintivi

– Lunghezza: 50-55 cm
– Apertura alare: 110 – 130 cm
Aspetto compatto, di dimensioni medio, con ali ampie e arrotondate e una coda ampia, piuttosto corta. Testa corta e grossa. Il piumaggio negli adulti è bruno scuro macchiettato inferiormente e recante strette barre scure sulla coda; macchia più chiara sul petto. La poiana possiede zampe con unghie ricurve e appuntite. Tipico delle poiane è il volo lento e con ampi e lunghi volteggi planari. Non presenta dimorfismo sessuale.

Biologia

Sembra formare coppie unite per la vita. Il nido viene ricostruito ogni anno, raramente viene rioccupato quello dell’anno precedente. Viene costruito principalmente sugli alberi, sulle pareti rocciose e sul terreno scosceso. Alla sua costruzione partecipano entrambi i sessi. La femmina depone di solito 2 o 3 (più raramente 1 o 4) uova tra marzo e maggio. Le uova sono bianche con macchiettature grigie o brune e vengono covate 33-35 giorni; i piccoli restano nel nido per 6-7 settimane e vengono alimentati da entrambi i genitori. Si nutre di piccoli mammiferi (soprattutto topi), talvolta uccelli e carogne.


Rampichino comune – Certhia brachydactyla Brehm, 1820

Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli
rampichino1Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Certhiidae
Genere: Certhia
Specie: C. brachydactyla Brehm, 1820

Lo si trova in Eurasia (tranne che nella penisola scandinava) e nelle isole del Nord; al meridione può arrivare fino in Africa del nord. In Italia è visibile in tutte le regioni (tranne che in Sardegna), dove ci sono boschi e foreste tra i 1000 e i 2000 metri di altitudine, ma anche nei parchi cittadini.

Sono note le seguenti sottospecie:
– megarhynchos Brehm, 1831
– brachydactyla Brehm, 1820
–  mauritanica Witherby, 1905
– dorotheae Hartert, 1904
–  stresemanni Kummerlöwe & Niethammer, 1934
– rossocaucasica Stepanyan, 2000

I maschi e le femmine, di ogni età, sono indistinguibili in natura. Hanno il corpo e le ali marron nelle parti superiori con macchiettature, più o meno fitte e di dimensioni variabili, sia chiare che scure. Sul capo vi è un sopracciglio bianco che parte dall’occhio e termina circa nella zona auricolare. La parti inferiori sono bianche e sfumano al marron molto chiaro sul ventre. Il becco ricurvo è nerastro nella parte superiore e più chiaro inferiormente. Le zampe sono marrone chiaro.

E’ una specie solitaria durante le migrazioni e lo svernamento. Il suo nome deriva dalla sua abitudine di arrampicarsi sugli alberi eseguendo un percorso a spirale e cercando insetti sulle fessure del tronco o tra i muschi e i licheni. Usa, come i picchi, la coda come punto d’appoggio. Essendo molto mimetico, soprattutto quando sta fermo aggrappato ad un tronco è praticamente invisibile. Scorgerlo diventa più facile quando emette i suoi acuti richiami mentre si sposta o si alimenta


Succiacapre – Caprimulgus europaeus Linnaeus, 1758

Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli
succiacapre1Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Caprimulgiformi
Famiglia: Caprimulgidi
Genere: Caprimulgus
Specie: C. europaeus Linnaeus, 1758

Il succiacapre (noto anche come calcabotto, caprimulgo europeo e nottoloneo) è presente in tutta l’Europa, nel nord Africa e nell’Asia occidentale e centrale. Durante l’inverno visita tutta l’Africa ed il nordovest dell’India. In Italia è diffuso in tutta la penisola, giunge in primavera e riparte in autunno, raramente qualche individuo rimane a svernare. Le sottospecie locali depongono le uova in tutta Europa ad eccezione dell’Islanda, della Scozia, del Portogallo meridionale e del Peloponneso. La specie è rappresentata anche nella maggior parte delle isole del Mediterraneo. In Scandinavia è popolato solo il sud. In Europa Centrale è un uccello raro diffuso a macchia di leopardo, lo si trova sia in Spagna che negli stati dell’Europa dell’Est.

  • europaeus: la forma nominale cova le uova nelle regioni poste più a nord dei terreni sopraccitati. Ad est i loro terreni di cova si estendono fino all’Asia centrale, fino al corso superiore dello Jenisej.
  • meridionalis: la diffusione di questa sottospecie si trova a sud e comincia in Spagna e nel Maghreb, comprende l’Europa meridionale incluse la maggior parte delle isole del mediterraneo e arriva fino al Caucaso e al Mar Caspio attraverso il territorio del Mar Nero.
  • sarudnyi: la zona di diffusione principale di questa sottospecie si trova nelle steppe settentrionali dell’Asia centrale, soprattutto in Kazakistan e in Kirgizistan. A sud di questa zona si trova il territorio dell’unwini: questa sottospecie più piccola e più chiara ha come territorio di cova l’Iraq settentrionale e l’Iran, ad est fino al Tien Shan attraverso il Turkmenistan e l’Uzbekistan.
  • plumipes: i territori di cova di questa sottospecie si trovano nella Mongolia nordoccidentale e nella Cina nord-occidentale.
  • dementievi: i loro territori di diffusione si espandono fino ad est e vanno dal Lago Baikal fino alla Mongolia nord-occidentale.

Caratteri distintivi

Lunghezza: cm
Apertura alare: cm
Peso: 45-95 gr

Il succiacapre è un uccello delle dimensioni di un merlo, o poco più, con una testa grande, piatta e molto corta ma un becco molto largo circondato da una peluria (le filopiume che servono alla cattura degli insetti in volo) alla base del becco. Le zampine corte con il loro dito medio allungato sono quasi invisibili nel corso di un’osservazione da campo. Il piumaggio, molto mimetico sul terreno, ha toni bruni e grigi, con striature più chiare e chiazze più scure. Le ali sono eccezionalmente lunghe tuttavia anche piuttosto strette; nel maschio sono presenti delle macchie bianche nelle ali ed anche l’apice delle timoniere esterne della lunga coda sono bianchi mentre quelle centrali sono di colore scuro nero e marrone. Nelle femmine mancano le caratteristiche distintive alle ali e alla coda. Durante il volo l’uccello appare significativamente più grosso e d’aspetto falchiforme. Le differenze tra le sottospecie non sono evidenti. Le specie del sud e del sud-est sono un po’ più piccole e più chiare nella colorazione del piumaggio e meno ricche di contrasto. Le sottospecie dell’Asia centrale assomigliano molto invece alla forma nominale.

Biologia

Cova due volte all’anno. La femmina depone una o due uova, preferibilmente sotto i cespugli i cui rami scendono sino a terra. Il periodo di incubazione dura 17 giorni; i genitori restano tutto il giorno posati sopra i nidiacei, anche quando questi sono già atti al volo. Di abitudini crepuscolari e notturne percorre con volo rapido e sicuro i boschetti alla ricerca di falene, ed altri insetti notturni, che costituiscono il suo alimento abituale. Le prede vengono ingoiate al volo nell’enorme becco, circondato da piume filiformi che ne impediscono la fuga. Altre volte, si posa sul suolo nudo o su di un ramo con buona visibilità da cui spicca dei brevi voli, spesso con traiettorie incredibili, per afferrare gli insetti che i suoi grandi occhi hanno percepito nell’oscurità.